domenica 12 febbraio 2017

Giardinieri scrittori: Antonio Perazzi


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- Fora verde, fori la tua che la mia non perde!
- Come ha detto scusi?
- Foraverde! Ho detto: fo-ra-ver-de!
- Foraverde? In che senso? Cosa vuol dire?
- Vuol dire che i suoi figli non hanno mai giocato a foraverde!
Un uomo anziano, accompagnato da un cane da caccia marrone tutto rinsecchito, col muso orami imbiancato dall’età, se ne sta appoggiato al suo bastone, con aria da questuante, come di uno che cerca un pretesto per attaccare discorso. Accanto a lui si è seduta una giovane madre forse di passaggio, forse una turista.
[…]
-   Dicevo: non sanno giocare a foraverde? Non ha insegnato a conoscere le piante ai suoi figli?
-   Ah: è un gioco allora… per l’appunto… non so. Credo di no. E veramente neanch’io so cos’è foraverde. Com’è?
-   […] Fovarde è una pianta che cresce nei giardini, ma non è che qui da noi ci fossero tantissimi giardini, perché di verde ce n’è già abbastanza: chi ne poteva volere ancora? Però, in tutti quelli che c’erano, ci cresceva sta pianta, il foraverde. E noi dovevamo sempre averne un rametto in tasca.
-   In tasca?
-   Sì, perché all’improvviso qualcuno ti poteva dire: che c’e l’hai il foraverde? E se uno non ce lo aveva allora gli toccava fare una penitenza.
-   Davvero! Foraverde? Ma io non ho mai sentito di questa pianta: com’è fatta?
[…]
il vecchio tira fuori dalla tasca dei pantaloni la mano in cui tiene un rametto contornato di piccole foglie ovali e coriacee.
-   È bosso: lo conosco. Cresce anche nel mio giardino.
-   Così, sì: bossolo. Tutti la prima cosa che si faceva al mattino, era prendersi un rametto e metterselo in tasca perché, non è che i castighi fossero pesanti, ma nessuno voleva fare la parte dello sprovveduto, capisce?
[…]
-   Mamma, si gioca bene qui. Ci torniamo?
-   Volentieri, è stato bello oggi a Fighille. A cosa avete giocato?
-   Con questo. Guarda. L’ho preso per te. Tienilo in tasca. Altrimenti non puoi giocare»

Foraverde, Antonio Perazzi, 2013


Paesaggista, botanico, ricercatore con il gene della scrittura (figlio di giornalisti, sua zia si chiamava Oriana Fallaci), milanese di origini toscane. La prima pagina che leggo di gardenia è la sua Bustina di paesaggio, ogni mese una pianta, ogni pianta un personalissimo racconto verde. Come in Foraverde (Maestri di Giardino Editori, 2013): 11 racconti di verità inventate sul paesaggio dove si intrecciano storie di piante, animali e uomini {qui, la mia intervista per Blossom zine all'uscita del libro - pp.72-75}. Seguilo su Instagram @studioantonioperazzi e ti innamorerai di Piuca, il suo giardino nel Chianti.


Giardinieri scrittori e scrittori dal pollice verdissimo, il pensiero verde della settimana
{anche su Instagram!}

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